Lettera al Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella
Una lettera al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio
Mattarella scritta da un gruppo di studiosi, per manifestare vicinanza all'Ucraina
e al popolo ucraino, colpito duramente dalla guerra, ma soprattutto lanciare un
messaggio di speranza, affinché si possa trovare una soluzione quanto prima per
fermare questa insulsa guerra.
"Egregio Signor Presidente della Repubblica Sergio Mattarella,
Mi
chiamo Donato Maglio ed ho trentasette anni. Sono residente a Cutrofiano, in
provincia di Lecce, nella bellissima Puglia. Sono ricercatore e storico
indipendente dell’Olocausto e della Shoah. È la terza volta che le scrivo. Nel
mio agire, seppur imperfetto, non dimentico mai la carità, virtù cristiana che
non deve venir meno, in nessun uomo. In virtù della carità quindi, non sono e
non posso comportarmi in maniera egoistica ed indifferente rispetto a quello
che, in questi giorni, sta avvenendo tra Russia e Ucraina. In tutto questo mi
danno un grande aiuto, in comunione di intenti, tre amici e collaboratori, il
professor Raffaele Danese docente di storia e filosofia, il dottor Lorenzo
Ingusci linguista, ricercatore e studioso della storia del Novecento e la
dottoressa Katia Re giornalista e ricercatrice. Tutto il mondo è in ansia ed è
testimone, diretto ed indiretto, della guerra e delle vittime che questo
conflitto sta causando, di bambini e donne stipati in rifugi antiaereo o in
profonde metropolitane al freddo, con il rischio di malattie, di raid, di molti
poveri innocenti che scappano dalla guerra, saltati in aria su mine nascoste in
terra e colpiti da razzi anticarro, per non parlare del continuo pericolo
dell’assedio. Per questo e per tanto altro non possiamo essere indifferenti. La
Senatrice Liliana Segre ha detto che “L'indifferenza
racchiude la chiave per comprendere la ragione del male, perché quando credi
che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c'è limite all'orrore.
L'indifferente è complice. Complice dei misfatti peggiori". Essendo
consapevoli delle nostre limitate capacità e competenze nel poter intervenire
nella situazione di odio e di violenza che imperversa nell’est Europa, abbiamo
colto l’invito che risuona da giorni, senza sosta, in televisione, per radio e
nei giornali per il quale “ognuno di noi
deve fare la differenza” con ogni strumento a disposizione per suscitare, a
chi detiene le redini degli equilibri mondiali, sentimenti di pace, con i soli mezzi
della diplomazia, per porre fine a questa inutile guerra-carneficina. A questa
lettera le alleghiamo, sperando di fare cosa buona e gradita, i nostri interventi
fatti presso le massime autorità religiose e politiche, con i quali abbiamo
chiesto un intervento diretto o di mediazione, per la fine della guerra in
Ucraina. La lettera inviata al Santo Padre Francesco è stata anche pubblicata
sul giornale telematico Leccenews24, l’altra all’Ambasciatore ucraino presso la
Santa Sede. Siamo tutti figli delle rovine e delle ceneri delle camere a gas di
Auschwitz; io ed i miei collaboratori raccontiamo, da anni, soprattutto alle
giovani generazioni, ciò che di violento è avvenuto contro il genere umano ed è
per questo che, non volendo il ripetersi di simili atrocità, interveniamo nella
tragedia del presente. Anche a lei come nelle precedenti lettere, Egregio
Signor Presidente della Repubblica, esprimiamo la nostra più sincera vicinanza
per le scelte fatte e per quelle che dovrà fare nel prossimo futuro e, nello
stesso tempo, le chiediamo con la nostra umiltà di trovare, di concerto con gli
altri Capi di Stato e di Governo, una soluzione quanto più incisiva e
risolutiva alla crisi Ucraina. Ogni giorno siamo testimoni inermi di quello che
avviene contro persone innocenti e disarmate, uccise nelle proprie case e nel
proprio paese per la sola colpa di esser nate. Tutto questo provoca in noi
immenso sconforto e sofferenza morale ed è per questo che, molto spesso,
vedendo ciò che succede, le lacrime solcano il nostro viso e la vita non è più
quella di qualche mese fa. Siamo anche impegnati a far riconoscere,
istituzionalmente, l’operato dell’Ambasciatore in Ucraina il dottor Pier
Francesco Zazo il quale, coraggiosamente, giorni fa, ha salvato la vita di
centocinque nostri connazionali, compresi venti bambini, sei di questi appena
nati. “Chi salva una vita salva il mondo
intero” è scritto nel Talmud di Babilonia. Pur non conoscendo personalmente
l’Ambasciatore, siamo rimasti veramente ammirati dal suo singolare comportamento
verso poveri ed indifesi e ci siamo attivati per dare onore ed omaggio ad un
“Giusto” nel cuore e nei propositi. Il suo operato ci fa tornare alla mente
quello del compianto Giusto tra le Nazioni Giorgio Perlasca il quale salvò,
dalla deportazione, più di cinquemila ebrei ungheresi durante la seconda guerra
mondiale. La storia, nelle sue infinite sfaccettature, si ripete. Ci auguriamo
di poter conoscere presto l’Ambasciatore Zazo, speriamo che possa sapere quello
che stiamo facendo e possa essere orgoglioso di noi come noi lo siamo di lui. Concludendo questa nostra lettera
vogliamo farle sapere che, anche noi, siamo orgogliosi di avere un Presidente
della Repubblica come Lei che si è sempre speso per il bene del prossimo. Noi
ricercatori e professori salentini, ma nello stesso tempo amici, chiediamo alle
massime autorità che sono la causa di questo insensato conflitto in Ucraina, di
porre fine a tutto questo odio e a questa violenza, senza condizione.
Le
vogliamo bene Presidente.
Cutrofiano,
San Cassiano, Nardò, 08/03/2022"
In Fede
Dottor
Donato Maglio
Professor Raffaele Danese
Dottor
Lorenzo Ingusci
Dott.ssa
Katia Re
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