Lettera alla Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola ed a tutti i parlamentari

Alcuni studiosi hanno deciso di scrivere una lettera alla Presidente dell'European Parliament, Roberta Metsola, per dimostrare il loro sostegno nei confronti dell'Ucraina colpita dalla guerra e affinchè vengono prese delle giuste misure per porre fine a questo inutile conflitto.

"Alla Presidentessa del Parlamento Europeo Roberta Metsola,

A tutti membri del Parlamento Europeo.

 

Mi chiamo Donato Maglio ed ho trentasette anni. Sono cittadino italiano, ricercatore e

studioso della storia del Novecento, in particolare della Seconda Guerra Mondiale,

dell’Olocausto e della Shoah. Mi scuso profondamente se vi scrivo in italiano ma, il

mio inglese, non mi permette di portare avanti un discorso sufficientemente corretto e

degno dei destinatari ai quali invio questa lettera, carica di emozione. È la prima volta

che vi scrivo e, mentre cerco di mettere nero su bianco i miei pensieri, mi chiedo se

stia facendo qualcosa di sbagliato e la risposta che traggo, da questa riflessione, è che

non è mai un errore quando, nell’umiltà e nella semplicità, ci si adopera per il bene del

prossimo e per ciò in cui si crede. In tutto questo mi danno un grande aiuto, in

comunione di intenti, tre amici e collaboratori, il professor Raffaele Danese docente di

storia e filosofia, il dottor Lorenzo Ingusci linguista, ricercatore e studioso di storia del Novecento

e la dottoressa Katia Re giornalista e ricercatrice, con i quali sottoscrivo questa lettera.

È proprio con loro, è proprio grazie al loro contributo che vi scrivo quest’oggi, con la

sola intenzione di gridare pacificamente lo sdegno e l’opposizione a questa

guerra-carneficina tra Russia e Ucraina, che dura oramai da più di venti giorni, mossa

solo da beceri sentimenti fondati sull’egoismo e l’interesse personale di pochi uomini

al potere. La storia più buia per l’umanità si sta ripetendo. Anche noi ricercatori e

insegnanti, pur essendo consapevoli delle nostre limitate capacità e competenze atte ad

una rapida e sempre meno indolore risoluzione del confitto, da quando è iniziata questa

guerra, abbiamo espresso la nostra solidarietà e la nostra vicinanza alle massime

cariche religiose e politiche italiane o che prestano il loro servizio in Italia. Abbiamo

cominciato con il Santo Padre, sempre in prima linea per difendere la pace e la tutela

delle vittime, soprattutto in questi ultimi giorni, promettendogli che avremmo pregato

per lui, per i bambini, le donne e gli uomini vittime dei bombardamenti e dell’assedio

nelle città ucraine. Non è mancata la nostra solidarietà e la nostra vicinanza

all’Ambasciatore ucraino in Italia e a quello presso la Santa Sede ai quali abbiamo

 

espresso la nostra piena disponibilità ed il nostro aiuto. Infine, con l’umiltà che ci ha

sempre contraddistinto, abbiamo trasmesso al nostro Presidente della Repubblica

Sergio Mattarella, tutto il nostro dolore per quello che sta avvenendo nelle zone dell’est

d’Europa. Allo stesso modo, esprimendovi la nostra solidarietà e vicinanza in questi

momenti tristi per l’umanità, in questo periodo di scelte difficili e importanti, vi

chiediamo una soluzione quanto più incisiva e risolutiva alla crisi ucraina, affinché

laddove oramai si combatte da giorni, possa ritornare la pace. Tutto il mondo è in ansia

ed è testimone, diretto ed indiretto, della guerra e delle vittime che questo conflitto sta

portando, di molti poveri innocenti che scappano dalle ceneri e dalle rovine di case,

scuole e chiese che sono le strutture portanti della vita civile dell’essere umano,

ovunque esso si trovi e risieda. Con la guerra, chi ne paga le conseguenze, sono solo i

bambini, donne e uomini innocenti che hanno la sola colpa di esser nati. È mia

abitudine ripetere, soprattutto alle giovani generazioni che sono il fulcro centrale della

società europea e mondiale, che nasciamo tutti dalle rovine e delle ceneri delle camere

a gas di Auschwitz e, in virtù di questo fare in modo che, da quelle ceneri e quelle

rovine, si possano costruire piccole e grandi realtà fondate sull’amore e sul rispetto. In

questi giorni, è sotto gli occhi di tutti che, quello che di violento e atroce è avvenuto

contro il genere umano, in passato, non ha insegnato nulla, ed è per questo che noi

ricercatori interveniamo nella tragedia del presente. Per questo e per tanto altro non si

può essere indifferenti. Non possiamo e non rimarremo indifferenti. La Senatrice

Liliana Segre ha detto che “L'indifferenza racchiude la chiave per comprendere la

ragione del male, perché quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi,

allora non c'è limite all'orrore. L'indifferente è complice. Complice dei misfatti

peggiori”. Da giorni risuona senza sosta per radio, in televisione e nei giornali l’invito

per il quale “ognuno di noi fare la differenza” con ogni strumento a disposizione per

suscitare, in chi detiene le redini degli equilibri mondiali, sentimenti di pace, con i soli

mezzi della diplomazia, per porre fine a questa inutile violenza. I nostri occhi sono

consumati dalle lacrime perché è difficile guardare, in televisione, tutti quei bambini

che gridano disperati in braccio alle loro mamme, è difficile metabolizzare tutta la

 

sofferenza che stringe e attanaglia il corpo e la mente di tante persone innocenti,

colpevoli solo di esser nate in quella nazione, in quel paese, in quella casa che

sfortunatamente è stretta d’assedio ed è sotto la pioggia di bombe e missili.

In conclusione, tanti altri uomini e donne di buona volontà si uniscono e sottoscrivono

virtualmente questa lettera e gridano a gran voce “viva la pace... viva la pace... viva

la pace”, ma non quella da titoli di coda o usata come slogan per riempire articoli di

giornale o arricchire le colorate bandiere che sventolano ovunque, ma quella pace che

è presenza di un rapporto estremamente positivo in cui, le persone e le nazioni, hanno

un grande cuore l’una per l’altra e cercano il bene reciproco.

Auguriamo a lei, Egregia Presidentessa ed a voi tutti membri del Parlamento, buon

lavoro e, abbracciandovi virtualmente, auspichiamo che il conflitto in atto possa

terminare presto, senza condizione alcuna alla pace.

Noi che sottoscriviamo questa lettera, come cittadini europei, da un posto dove regna

la tranquillità, ma una tranquillità apparente scossa continuamente da notizie negative

sull’Ucraina, ci mettiamo a disposizione per qualsiasi aiuto e contributo al

raggiungimento della pace e dell’aiuto a chi soffre a causa delle ingiustizie."

 

Cutrofiano, San Cassiano, Nardò, 16/03/2022

 

In Fede

Dottor Donato Maglio

Professor Raffaele Danese

Dottor Lorenzo Ingusci

Dott.ssa Katia Re

Commenti

Post popolari in questo blog

Lettera all'Ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andriy Yurash

Lettera a Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio

Lettera ad ONU Italia